Alchimia Alimentare

di Roberto Capponi


Chiunque si sia sperimentato intensamente in un percorso di auto-coltivazione, ha fatto i conti con la trasformazione del suo rapporto con il cibo. Cosa rappresenta l’Alimentazione nel processo di auto-sviluppo? E cos’è l’Alchimia?
L’Alimentazione è quel rituale consapevole tramite cui acquisire risorse per garantirsi disponibilità energetica spendibile per procedere nel Cammino quotidiano verso la Realizzazione.


L’Alchimia è il lavoro di purificazione, arricchimento, liberazione, utilizzo e trasformazione della propria Natura Essenziale, della propria potenzialità costituzionale in termini psico – fisici, tanto negli aspetti di cui si è consapevoli, tanto in quelli ancora latenti, senza filtri emotivi, traumatici od esperienziali che ne limitino l’emanazione. 


Cosa lega questi due aspetti, legati ai Pilastri della Conoscenza Taoista dei Riti e della Medicina?


Vissuti consapevolmente, guidati dalla scelta luminosa, animati dalla responsabilità verso se stessi, il proprio destino ed il creato con cui si entra in relazione, diventano gli ingredienti di una profonda trasmutazione dell’essere e della coscienza che se ne produce.


Il cibo rappresenta la sorgente di rifornimento, ripristino, ricostruzione, rigenerazione del Jing (l’Alchimia Sessuale Taoista la sua preservazione, mobilitazione e distribuzione per il risveglio). La scelta dei cibi che strutturano, di periodo in periodo, la propria modalità dietetica qualificano il rifornimento che il Jing otterrà e sulla base di cui si modificherà.


Il Jing rappresenta il corredo di informazioni e potenzialità inespresse, causali e non fenomeniche, sulla cui base si organizza la strutturazione corporea ed il metabolismo energetico; in breve, il Jing è il potenziale Costituzionale, il Sé Autentico a priori dall’influenza del vissuto, il telaio strutturale dell’esistenza psico – fisica che si è avuta in sorte. Nella terminologia Taoista il Jing è il Veicolo con cui condurre il viaggio della Vita per la Realizzazione Spirituale.


Il Jing, provvedendo perennemente alla produzione di energia vitale ed alla rigenerazione cellulare, per natura si consuma (naturale invecchiamento) e, aumentando la produzione di energia per promuovere i processi di mantenimento della latenza di malattie al momento troppo forti per essere risolte e per eliminare quelle ormai risolte (accelerazione dei processi di invecchiamento), deve essere continuamente rifornito in maniera adeguata tramite il cibo.


La scelta della tipologia di cibo che si assume influenza con estrema profondità e potenza i processi di rigenerazione del Jing, modificando strutturalmente gli Organi e la loro modalità funzionale che si esprime attraverso i Meridiani e l’attitudine comportamentale, derivante dal mutamento della percezione e concezione di sé indotta dal cibo.


Così come la pratica Alchemica Energetica attraverso Qi Gong, Nei Gong e Meditazione provoca sensazione di quiete, imperturbabile vigilanza, leggerezza e sensazione di “non subire” la forza di gravità, attenzione alle prospettive spirituali e sul divenire, la pratica Alchemica Alimentare dona sensazione di presenza fisica, densità, percezione della struttura corporea, attenzione alla dimensione fisica ed alle sue dinamiche.


Ciò spiega come pratica energetica ed alimentare siano in relazione dialettica Yin-cibo/Yang-energia e come vadano bilanciate tra di esse per un risultato di armonico divenire (per natura Yin nutre Yang e Yang muove Yin).


L’alimentazione offre al corpo/Yin e, di conseguenza, allo spirito/Yang la risonanza della virtù peculiare di ciò con cui ci si è nutriti. Semplificando con esempi a carattere generale e senza entrare nel dettaglio del potenziale nutritivo dei singoli alimenti, ma analizzandone esclusivamente le proprietà strutturali ed il loro riflesso sull’organismo che se ne nutre, possiamo dire che un pesce offre informazione di quiete, leggerezza, ma anche di forza esplosiva ed accelerazione se necessario; una carota, essendo una radice, dona radicamento e sensazione di avere la terra sotto i piedi, rinforza le gambe; un fagiolo, essendo un seme da cui può nascere un germoglio, offre potenzialità di vita da coltivare, custodire ed accudire, insegna ad accumulare risorse per sorgere successivamente a nuova vita; un frutto stimola l’espressione di quel potenziale che si è costruito, preparato, a cui si è giunti nel corso del cammino e che ancora è dentro di sé; stimola la volontà di lasciar traccia di sé.


In virtù, dunque, del livello di coltivazione in cui ci si trova ed a quello verso cui si tende, ci si orienterà maggiormente verso certi alimenti piuttosto che verso altri.


In termini semplicistici, riduttivi e generali, l’alchimia si sviluppa attraverso 4 stadi specifici:

  • accumulare il Jing (Ripristino): alimenti densi, dal potenziale costruttivo, anabolico, che hanno il potenziale di far correttamente ingrassare, in grado di abbassare l’energia, tesaurizzare e mettere in riserva.
  • trasformare il Jing in Qi (Trasformazione): alimenti nutrienti che donino forza, energia e voglia di fare, stimolanti il metabolismo, che bilancino discesa ed ascensione del Qi.
  • raffinare il Qi in Shen (Trasmutazione): alimenti leggeri, molti liquidi, in grado di aumentare lo stato di veglia, che sollevino l’energia interna irrorando i sensi ed aprendo i portali.
  • Shen torna al Vuoto (Liberazione): alimenti leggeri, liquidi, che diano informazione di volatilità ed ascensione, che superficializzino l’energia e la esteriorizzino.


Nelle prime due fasi predominano cibi grassi e proteici, nelle successive due alimenti naturalmente ricchi di carboidrati, liquidi e zuccheri. Naturalmente, nella logica Medica Cinese l’alimentazione viene organizzata in base al quadro energetico specifico del singolo individuo, ma questo volutamente riduttivo e semplicistico schema alimentare mira ad esemplificare e rendere chiaro il concetto.


Si mira a radicare, appesantire per stabilizzare e dare affermazione di sé all’inizio, ad agire apertamente e con onestà in virtù di ciò che si sente di essere, così da confrontarsi con il mondo ed apprendere significativamente dai suoi feedback, poi a svegliarsi sempre più alla concezione di nuovi piani della realtà da raggiungere superando l’identificazione con ciò che già si pensa di essere, per giungere alla comprensione che ogni azione e pensiero che si generano creano una realtà che impatta immancabilmente con tutto il mondo che orbita nella propria vita.


Alchimia Alimentare significa sviluppare la coscienza dell’interazione con mondo e natura e la comprensione che ci si prende, ogni pasto, la responsabilità di una simbiosi mutualistica con l’alimento, qualunque esso sia: l’alimento offre se stesso per permettere alla persona di continuare a vivere animato dalla virtù peculiare che lo caratterizza (forma, struttura, attitudine comportamentale della sua specie, animale o vegetale che sia); la persona, dal canto suo, si impegna a portare a compimento il proprio Destino costi quel che costi, senza riserve, portando Realizzazione attraverso il proprio, anche quello della creatura di cui si ciba.


Esattamente, creature il cui Destino va compiuto. Nella visione Taoista, qualsiasi vivente è animato da essenze Spirituali, senza le quali la vita non sarebbe possibile (Hun, Po, Shen). Gli animali esprimono maggiormente lo Hun (dinamismo espressivo, vitalità, tendere alla manifestazione di sé per giungere a realizzazione), i vegetali maggiormente il Po (essenza spirituale identificata con la materia, la struttura, il veicolo domina lo Spirito che si manifesta silenziosamente, lentamente, con lento mutamento).


Per questo l’Alchimia Alimentare è un rito che va quotidianamente vissuto con la consapevolezza che, così vivendo, si prendono in mano le redini del proprio Veicolo con cui compiere il proprio Destino, individuale in primis, collettivo come conseguenza.