Meditazione - Dàojiā Míngxiǎng 道家冥想

La Scuola Taoista (Dàojiā) del Pensiero Profondo (Míngxiǎng)
di Roberto Capponi e Giovanna Picone


La Meditazione è uno degli aspetti più profondi ed esoterici della tradizione Taoista. In essa è celato il "segreto" della vita e del suo meccanismo, a cui si accede attraverso la trasformazione consapevole della Mente. Nel Taoismo è assodato come tutto derivi dall'attività della Mente (analitica ed intuitiva), in quanto dal suo agire dipendono le strade su cui ci si incamminerà e la "vibrazione" che si emanerà, attraverso cui si otterrà attrazione di specifici eventi e tipologie di persone e repulsione di altre categorie di accadimenti ed incontri. Ogni Corrente Sapienziale (Taoismo, Buddhismo, Confucinesimo) ha sviluppato numerose tipologie e tecniche di Meditazione, ognuna tesa al raggiungimento di specifiche qualità ed attitudini, attraverso cui dirigere l'Adepto verso la meta a cui la Scuola vuole condurre i propri Studenti.


La Meditazione Taoista è un mondo ampio e vasto come le possibilità della vita, della mente e dello spirito: per questa ragione, si è sviluppata in numerosissime metodologie, ognuna atta ad aprire la Mente ed il Corpo del praticante a determinati stimoli che possano cambiarne la coscienza. Questo è il principio fondamentale del Lavoro Interno Taoista (Nei Gong 內功): la pratica deve portare lo Studente a scoprire stati dell'essere differenti, sensazioni del sè corporeo, energetico e mentale diverse, percezioni e concezione del mondo, della vita e degli eventi più raffinate e votate a guardare la Realtà nel suo stato Naturale. La Meditazione consente al Praticante di non lasciarsi "abbagliare" dall'apparenza, dalle parole, dalle mode, dalle tendenze, ma lo rende libero dal Desiderio, dal Bisogno e dalla ricerca di Potere e Controllo, cioè le precondizioni che impediscono di comprendere la Realtà. In ultima analisi, la Meditazione vuole portare all'unità Cielo, Terra e Uomo, attraverso la sinergia e la fusione di Mente, Respiro e Corpo. Questo qualifica la Meditazione come Arte appartenente alle D.B.N.


La Meditazione Taoista si basa, in prima istanza, su 4 Principi che, se applicati e rispettati, qualificano qualsiasi pratica come Meditazione:

  • Rilassamento - il corretto assetto corporeo consente il rilassamento fisico, così da promuovere lo sblocco delle Stasi del Qi e la sua regolazione
  • Concentrazione - ottenuta la libera circolazione del Qi, la Mente ne concentra il flusso sullo strumento della sessione di pratica (Dantian, Meridiano, Punto...)
  • Stato di Quiete - Mente e Corpo non portano più a "distrazione e dimenticanza" con dolore, tensione, rezioni energetiche, sonnolenza, pensieri, emozioni
  • Alleggerimento - la forza di gravità non "opprime" più i sensi del praticante, che si sente leggero, espanso ovunque e fluttuante, nonostante il radicamento


Questa progressione di lavoro consente alla persona di liberarsi in primis della tensione e del dolore (rilassamento), così da creare successivamente una "tensione" funzionale, vale a dire la concentrazione della Mente e del Qi nell'area in cui si è scelto di operare la stimolazione. Questo è necessario, in quanto la Meditazione si fonda sull'unione sinergica di Mente e Qi: "la Mente va, il Qi segue, il Corpo esegue" recita il motto. Successivamente, bilanciata l'azione di "decompressione" (Yin) e "tensione" (Yang) , si giunge allo stato di quiete: la Coscienza è in grado di essere totalmente presente al lavoro a cui ci si sta dedicando, senza alcun tipo di "distrazione" fisica o mentale e senza scivolare nella "dimenticanza", ovvero nello stato di sonnolenza, di perdita di potere intenzionale, di coscienza obnubilata seppur non ancora dormiente. Finalmente, si produce lo stato di alleggerimento, cioè la sensazione di essere "tangibilmente intangibili": si sente il corpo, ma non se ne percepisce la densità, si scopre lo spazio vuoto intrinseco ad esso, si compartecipa della possibilità di espandere le proprie percezioni ovunque oltre spazio e tempo, si comprende la natura luminosa della propria Essenza, ecc. A questo livello, il grado di competenza del Praticante è sufficientemente alto per poter tendere a reali processi di risveglio per ottenere l'Immortalità.


In questo modo, si da vita al processo intrinseco alla Meditazione, come spiegano le 3 Parole Chiave:

  • Stabilizzazione - Ding 定 - indica la completa immersione nella Meditazione (Samadhi nella tradizione Buddhista), la stabilità del processo Intenzionale
  • Osservazione - Guan 觀 - si osserva la Realtà per quello che è, ci si lascia permeare dall'informazione con cui si è in contatto attraverso la Pratica
  • Presenza - Cun 存 - è il concetto di esserci, essere attivamente presente, dare vita alla propria presenza e coscienza qui ed ora

Una volta compresi i 4 Principi e le 3 Parole Chiave, è importante osservare le forme che la Meditazione può assumere ed i risultati a cui conduce in termini fisici, energetici e spirituali. La Meditazione può essere relativa ad aspetti fisici e salutistici (Dantian Inferiore), ad aspetti comportamentali, relazionali ed espressivi (Dantian Medio) o alle prospettive sull'esistenza ed all'apertura alla percezione di nuovi piani della realtà (Dantian Superiore). Quindi, la qualità del lavoro della Meditazione viene determinato dal focus intenzionale: la concentrazione su un Organo, un Meridiano, un Punto, un Dantian, un'Immagine, un Elemento Naturale, sullo Spazio... portano a reazioni interne molto differenti, da quelle terapeutiche a quelle trascendentali. Ad esempio, basti pensare come i 3 Dantian esprimano tre differenti concezioni del sè per avere un'idea della vastità delle possibilità della Meditazione: il Dantian Inferiore è il Sè che fa i conti con la propria origine e potenzialità, il Dantian Medio è il Sè che si relaziona con la vita per procedere verso la propria Realizzazione, il Dantian Superiore è il Non Essere di colui che si asserve al Destino toccato in sorte in qualità di strumento della realizzazione della vita individuale e collettiva. E' quindi ovvio, in questo esempio, come scegliere di meditare su un Dantian, piuttosto che su un altro, porti a risultati completamente differenti.


Meditazione Statica e Dinamica


La Meditazione, in un primo semplice metodo di catalogazione, può essere divisa in Statica o Dinamica: l'approccio Statico implica la scelta della postura con cui praticare (seduti, sdraiati, in piedi con le innumerevoli posizioni che si possono assumere), mentre il metodo Dinamico prevede la selezione del tipo di movimento da utilizzare (forme di arti marziali interne, set di qi gong, camminare in linea retta, circolarmente, eseguire precisi schemi di passi, movimenti delle braccia e gambe ferme...). La natura della Meditazione è quella di permettere alla persona di scoprire l'Essenza del Sè, ma ogni singolo metodo di Meditazione permette di conquistare questo obiettivo attraverso l'esperienza di un percorso specifico: per questa ragione, è molto importante comprendere quale approccio alla pratica sia più consono alle proprie esigenze.


  • Meditazione Statica
    • si tratta della pratica in cui si lavora internamente con apparente immobilità esterna; appartiene, quindi, al mondo del Nei Gong 內功. E' un lavoro molto potente che permette di sviluppare una grande sensibilità e percezione del mondo interno e delle sue dinamiche energetiche: in questo modo, è possibile non solo esplorare la mappa interna del corpo, ma anche scoprire i diversi livelli di cui è composto il Veicolo Corporeo. E' una pratica che consente di mobilizzare, trasformare, dirigere e, al bisogno, esteriorizzare lo Yin (ciò che è interno, sostanziale, strutturale, ma anche potenziale): ciò permette di far emergere alla coscienza e sprigionare energeticamente ciò che è sopito, latente o bloccato. La pratica Statica in piedi, detta Zhan Zhuang 站樁, ovvero "stare come un albero", una forma di Nei Gong 內功, può essere anche utilizzata, attraverso la postura prescelta, per rendere il corpo un "mudra", cioè una posizione tesa a mobilizzare il Qi in una specifica maniera, grazie a cui ottenere obiettivi marziali, terapeutici o di interazione con il Qi di enti esterni (elementi naturali come gli alberi, astri, fasi della giornata...) o per esprimere delle forze elementali archetipiche relative alle polarità energetiche, agli 8 trigrammi... Naturalmente, il fine ultimo della pratica è sempre quello di scoprirsi diversi e più in sintonia con se stessi e con la vita: tutto ciò può avvenire soltanto attraverso il rispetto pedissequo dei Principi.
  • Meditazione Dinamica
    • la pratica Dinamica è il lavoro opposto e complementare a quello Statico, in quanto parte dall'assunto secondo cui nel movimento si trova la chiave d'accesso alla propria intrinseca Verità. Il metodo Dinamico appartiene alla categoria del Wai Gong 外功, ossia Lavoro Esterno. Esterno ed Interno, a seconda dei contesti, può assumere diverse valenze: nell'ambito della Meditazione si può dire che l'Interno sia la Mente e l'esterno la Dinamica Corporea. Questo significa che la Meditazione in Movimento prende in considerazione la qualità dell'aspetto motorio prescelto per evocare precisi stati di coscienza e relative sensazioni fisiche, attraverso cui portare il praticante alla pace che deriva dall'interscambio energetico operato dalla pratica tra il proprio Qi ed il Qi Esterno con cui si è interagito muovendosi. Quindi, si selezionerà il set di movimenti o la Forma che più rispecchiano le esigenze: movimenti lenti o rapidi, ritmi ciclici o mutevoli, gambe ferme e braccia in movimento o il contrario, movimenti lineari o torsionali, contemporaneità o alternanza del movimento di braccia e gambe... L'esperto sceglierà in virtù della competenza tecnica che lo contraddistingue, il principiante si baserà sulla percezione del benessere globale a cui l'esercizio prescelto lo conduce ed in virtù della naturalezza con cui riesce ad onorare i 4 Principi e le 3 Parole Chiave.
Meditazione secondo i 5 Elementi

I 5 Elementi rappresentano un modello cosmologico attraverso cui è possibile comrendere la dinamica della vita, derivante dall'interazione del Cielo con la Terra, da cui discende l'attività naturale: il Cielo, attraverso l'attività solare e meteorologica, determina la reazione terrestre in termini di fertilità, da cui deriva l'attività agricola e, di conseguenza, quella umana. I 5 Elementi, dunque, rappresentano le categorie concettuali in cui confluiscono gli impulsi celesti e terrestri e le reazioni dell'ecosistema, mondo umano compreso: i Taoisti hanno infatti osservato come, con l'alternarsi delle stagioni e, in piccolo, con l'alternarsi delle varie fasi della giornata, si generano nelle persone e nelle creature i medesimi movimenti energetici, così da comprendere il perchè il meccanismo naturale si manifesti sempre con la stessa dinamica in un preciso momento dell'anno. Questo movimento energetico globale influenza l'umana condizione attraverso la maggiore o minore attivazione di specifici Organi e Meridiani, a cui corrispondono le inclinazioni Comportamentali e la funzionalità dell'organismo.

Come in ogni ambito delle pratiche Taoiste, anche nella Meditazione secondo i 5 Elementi è possibile distinguere 3 livelli di lavoro, relativi ai 3 Veicoli: si può lavorare sugli aspetti del sè, corporei e salutistici (Veicolo Inferiore), scegliendo di concentrarsi sulla dinamica di movimento e sulle posture stimolanti il Qi degli Organi e dei Meridiani legati a quell'Elemento; è possibile regolare ed armonizzare la propria libertà e potenza espressiva (Veicolo Medio), attraverso l'utilizzo dei Suoni e dei Colori relativi all'Elemento; infine, è possibile evocare lo stato di coscienza in relazione all'Elemento attraverso l'identificazione con gli elementi naturali che lo rappresentano (Grande Veicolo); per fare qualche esempio, possiamo pensare a queste associazioni: Acqua/mare, Legno/albero, Terra/collina, ecc. Così facendo, si può operare azione terapeutica (Piccolo Veicolo), si può qualificare il sè che interagisce con la vita (Medio Veicolo) ed è possibile scoprire altri piani della realtà del sè attraverso l'identificazione con Elementi Naturali (Grande Veicolo).

Ad esempio, coltivando i 4 Principi e le 3 Parole Chiave durante la pratica, possiamo utilizzare la Forma del Taiji Quan come Meditazione dell'Elemento Legno, attivato per natura dall'esecuzione di passi, dall'esteriorizzazione del Qi e della Forza e dai movimenti torsivi; inoltre, possiamo praticare una posizione statica in piedi (Zhan Zhuang 站樁) per promuovere un intenso Lavoro Interno e stimolare Fuoco ed Acqua (la postura in piedi stimola l'Acqua e la concentrazione che si sviluppa nell'immobilità è qualità del Fuoco), come avviene esercitando una postura di un'Arte Marziale o durante gli esercizi della pratica di Qi Gong Alchemico. Si può meditare sdraiandosi, facendo circolare il Qi nell'Orbita Microcosmica o Macrocosmica (Zhou Tian Gong 周天功), per avere effetto sulle qualità dell'Elemento Metallo, relativo alla posizione orizzontale. Infine, si può segliere tra i numerosi tipi di Meditazione Seduta, di cui analizzeremo i principali qui di seguito, per stimolare l'Elemento Terra.

Meditazione sul Paesaggio Interno ed Alchimia

A questo livello, si entra nel vivo della tradizione Taoista per quel che concerne le Scuole dedite alla Coltivazione: si tratta di due metodi che offrono al praticante la possibilità di accedere alla conoscenza del proprio corpo, della propria energia e delle facoltà mentali ad un livello di profondità altrimenti difficilmente raggiungibile. La Meditazione di questo tipo ha lo scopo di trasformare la coscienza di sè e del proprio potenziale, rendendo la persona consapevole di possibilità dell'esistenza sconosciute ai non addetti. Questo metodo ha a che fare con la ricerca della Scintilla Celeste insita nella vita: dall'esplorazione microcosmica deriva la comprensione del macrocosmo, di cui l'umano è riflesso integrale e completo. Per questa ragione, la coltivazione delle risorse interne apre alla compartecipazione del principio spirituale, divino.

  • Neiguan 內觀
    • "Osservazione Interna" è un metodo che permette al praticante di esplorarsi internamente, di scoprire i percorsi interni dell'energia, di accedere a luoghi "segreti" o "mistici" insiti nel corpo, di connettersi con entità spirituali, immortali, maestri attraverso la stimolazione interna di precise funzioni che attivino l'antenna corporea per captare quelle specifiche frequenze. In questo modo, il praticante comprende la sottigliezza e, al contempo, la profonda complessità dell'umana realtà, viaggiando attraverso gli innumerevoli livelli che costituiscono il telaio dell'esistenza. Così facendo, si comprende come tutto derivi dall'attività della Mente, in grado di offrire accesso a risorse interne latenti altrimenti completamente inaccessibili. Un testo della din. Han recita: "...Se vuoi conoscere il segreto dell'identità della trinità e dell'unità del corpo, raccogli mente e corpo unendoli nello Spirito e nell'Energia. Visualizza il Dantian Inferiore: nel sacro laboratorio si trova un neonato che sta seduto eretto, guardando avanti a sè: si chiama Mistico della Valle Occulta, è il produttore della vitalità e dell'energia...". Metodo particolarmente sviluppato nella tradizione Shang Qing e trasversale alla maggioranza delle correnti Taoiste.
  • Shouyi 守一
    • "Realizza l'Uno e la tua impresa sarà compiuta. L'Uno sta ad indicare che tutte le differenze ritornano alla stessa radice. La stessa radice è quella in cui non c'è più contrapposizione tra Yang e Yin. Tutto ciò può essere realizzato solo con la vacuità e può essere conservato solo con la vacuità". Questo scrive Ku Yang, Maestro Taoista Quan Zhen, a proposito del metodo di "Custodire l'Unità" o "Abbracciare l'Uno". Si tratta di una Meditazione della tradizione Alchemica, in cui si cerca di riportare all'Unità i tre aspetti distintivi della condizione umana, cioè Mente, Respiro e Corpo: finchè la coscienza discriminante separa l'identità del sè in questi tre aspetti, da cui discendono gli ambiti della sopravvivenza, delle relazioni e dell'evoluzione, non c'è possibilità di risveglio alla propria Natura Essenziale, alla Sorgente intrinseca, cioè la Scintilla Celeste totipotente che opera il processo della Creazione tanto della vita, quanto delle possibilità. Si tratta di convogliare le proprie risorse nella Fornace originaria attraverso la concentrazione della Mente su un punto, un'area o un archetipo grazie a cui sprigionare il processo alchemico. Scrive Wang Chongyang, l'Immortale fondatore del Taoismo Quan Zhen: "...Quando Qi e Spirito si uniscono ci riferiamo a ciò come Immortalita Spirituale. Un commentario dello Yinfu Jing dice che lo Spirito è il bambino del Qi ed il Qi è la madre dello Spirito. Quando il bambino e la madre si riuniscono tu puoi diventare uno Spirito Immortale...". Pratica elettiva della tradizione Quan Zhen e di tutte le tradizioni dedite alla pratica Alchemica. Questa pratica ha molti punti in comune con Zuowang 坐忘.
Meditazione Contemplativa e Trascendentale

A questo livello, il praticante si confronta con due temi molto cari alla tradizione meditativa: la disidentificazione e la connessione con altre dimensioni. Questo ambito di lavoro rende il praticante libero interiormente, a patto di avere il coraggio di rinunciare a credere che la realtà sia "soltanto" ciò che è misurabile con i sensi ordinari. L'esperienza del vuoto e dell'assenza del sè con Zuowang 坐忘 e il viaggio verso altre dimensioni per esplorare luoghi di celeste estrazione attraverso cui risvegliarsi alla propria natura divina con Yuanyou 遠遊 permettono all'adepto di rendersi conto della limitatezza della vita ordinaria a fronte della totipotenza del principio spirituale.

  • Zuowang 坐忘
    • "Sedere e Dimenticare" è una delle pratiche più antiche della tradizione Taoista, infatti se ne trova menzione già nel Zhuangzi e, seppure senza nominarne la definizione, viene descritta nel Daodejing al cap. 48, in cui si spiega che la vera pratica consiste nel perdere qualcosa ogni volta. Questo significa che Zuowang mira a liberare la persona dall'idea di sè e della propria vita, dalle abitudini, dalle consuetudini, dai comportamenti automatici, dai legami non più significativi, dall'attaccamento al proprio ruolo in società ed in famiglia, allo scopo di svegliarla alla Realtà intrinseca, ovvero alla scintilla spirituale. L'Immortale Lu Dongbin a tal proposito scrive: "...io so senza pensare, vedo senza guardare, non ho orecchie, occhi, mente, pensieri, cognizioni. Poichè non ho nulla, raggiungo l'assenza del nulla, dopodichè la mente non potrà più essere disturbata. Questo stato di imperturbabilità è detto "sedere e dimenticare...". Il Maestro Sima Chengzhen della tradizione Shang Qing ha redatto un trattato dal nome "Zuowang Lun", in cui spiega come l'obiettivo siano le 7 Rivelazioni, ovvero i 7 stati di coscienza che aprono la porta al conseguimento dell'Immortalità: fede e rispetto, comprensione del karma, quietare la mente, distacco dagli affari, vera osservazione, grande concentrazione e realizzazione del Dao. Pratica particolarmente sviluppata nelle tradizioni Quan Zhen e Shang Qing, seppure trasversale a tutte le correnti. Questa pratica ha molti punti in comune con Shouyi 守一.
  • Yuanyou 遠遊
    • "Viaggio verso Mondi lontani" è una pratica avanzata che mira a stimolare il Dantian Superiore, ovvero la coscienza dell'esistenza, le prospettive sulla vita, il paradigma percettivo e, di conseguenza, le possibilità a cui ci si apre. "Spiccare il volo" verso altri mondi, dimensioni, lidi, montagne sacre, valli per compartecipare di altri cosmi e per incontrare maestri, immortali, entità celesti ha lo scopo di offrire alla coscienza la libertà di comprendere che si può accedere a tanti piani della realtà quante sono le possibilità di apertura del sè al nuovo ed inesplorato. Permette la diretta esperienza del viaggio oltre se stessi, per vivere intensamente la sensazione che il corpo è soltanto il Veicolo dello Spirito (carattere Shen 身 che spiega come il corpo sia il veicolo dello spirito per l'umano teso alla realizzazione) che, diversamente, è in grado di trasportare la propria "presenza" ovunque e comunque, oltre il tempo, lo spazio, le dimensioni e gli universi. Tutto discende dall'attività della Mente Luminosa, anche la possibilità di incontrare spiriti immortali da cui ricevere assistenza, guida, luce ed ispirazione. Questo conferisce al praticante la libertà, in quanto garantisce l'esperienza dell'esistenza di molte altre realtà oltre a quella tangibile e sensorialmente misurabile in cui risiede il corpo che, per chi non segue la Coltivazione, è prigione dello Spirito, piuttosto che Veicolo. Pratica particolarmente sviluppata nelle correnti dedite all'esercizio dei Riti.


"La Meditazione seduta non consiste semplicemente nello stare fisicamente seduti con gli occhi chiusi: questo è un metodo artificiale. La vera Meditazione seduta richiede una Mente immobile come una montagna, in qualsiasi circostanza, sia nell'azione che nel riposo. Chiudi le quattro porte, cioè occhi, orecchie, bocca e naso e non far entrare gli eventi esterni. Finchè rimane il minimo pensiero di attività o di calma, non c'è ciò che io chiamo Meditazione Seduta. Coloro che sono capaci si stare seduti in vera quiete mentale possono essere fisicamente presenti nel mondo materiale, ma i loro nomi si trovano ormai tra quelli degli Immortali. Essi non devono più cercare l'aiuto degli altri, poichè hanno ormai compiuto dentro di sè tutto il lavoro degli Immortali e dei Saggi, ignorando le apparenze per raggiungere la Realtà. L'Elisir è ormai pronto ed essi vagano liberi per l'universo."

Wang Chongyang                      

Fondatore del Taoismo Quan Zhen 全真道