La Guarigione nella visione medica Taoista

di Roberto Capponi


La guarigione nella tradizione Taoista è un processo di consapevolezza e scoperta dei propri irrisolti, limiti che si è scelto a suo tempo di non affrontare, esperienze rimosse e soppresse, potenziale inespresso e, allo stesso tempo, è una Via che conduce immancabilmente a ripercorrere a ritroso le tappe “saltate” o vissute frettolosamente nella speranza di superare rapidamente un momento scomodo o difficile.


Si tratta, dunque, di un’immersione nella propria completa realtà, senza se, senza forse e senza ma. Si tratta di un percorso in cui rivivere gli stages della malattia tornando “indietro nel tempo”, lasciando riemergere a ritroso segni e sintomi della sindrome energetica che, approfondendosi e degenerando, ha portato all’attuale morbosa condizione.


Come specificato nei Classici (Huangdi Neijing e Nan Jing), l’approccio alla vita, il paradigma percettivo e l’assecondare la luce spirituale sono la Via della Guarigione e della Longevità oppure dell’installarsi della malattia. Le cause di salute e malattia sono le stesse, tutto dipende dalla propria attitudine; nella tradizione energetica cinese si dice che:

"Shen si armonizza con Yi, Yi si armonizza con Qi, Qi si armonizza con Li".


La tradizione delle armonie interne qui menzionate è in comune con la tradizione marziale. Ciò indica, spiegando brevemente, come l’assecondare e lo sprigionare autenticamente il proprio Sé intrinseco, la propria Natura Essenziale (Shen) dagli eccessivi condizionamenti culturali e sociali che impediscono di compiere sinceramente il proprio cammino realizzativo permetta di veicolare luminosamente la propria Mente (Yi) per organizzare un sistema di vita (Qi) che produca un risultato fisico e tangibile (Li), tanto nel corpo quanto nella propria vita.


Come è ovvio, il percorso di recupero della propria integrità originaria è la Via Alchemica della Medicina Cinese Classica che vede la guarigione come un processo di auto-coltivazione (auto, non etero – coltivazione…) e di riscoperta del senso dell’essere in questa vita con tutti i suoi accadimenti in qualità di mandatari di una missione da portare a compimento, Tian Ming.


Tanto nel Classico dei Mutamenti (I Ching o Yijing), quanto nei Classici del Taoismo della Completa Realtà del nord si trova frequente riferimento alla necessità di vigilare sui “tempi e modalità dell’accensione, potenziamento o riduzione del Fuoco Alchemico e dello Yang”.


Questo indica che non si possono saltare delle tappe, né fisicamente cercando la riduzione artificiosa della sintomatologia per credersi davvero guariti (ben diverso è lenire le fasi acute per accompagnare con la dovuta compassione la persona attraverso il Viaggio che lo riporterà alla Luce dagli Inferi, come successe ad Ulisse con Tiresia nell’Odissea) né, ancor meno, spiritualmente (concezione della vita) ed emotivamente.


Lasciare che la propria visione venga trasmutata dalla riemersione di quel che non si risolse o da cui si fuggì (latenza e debito karmico) richiede dei tempi irrinunciabili: la fretta o la smania del risultato del medico o del paziente inibiscono questo processo e consentiranno solo la soluzione della sindrome attuale, ma non della radice.


La doverosa e necessaria presa di coscienza che trasforma la concezione della vita e dell’essere ha effetto sui meridiani Straordinari Qiao Mai, come presa di coscienza e Wei Mai come cambiamento attitudinale, permettendo di modificare la Costituzione secondo il principio epigenetico, noto da millenni ai Taoisti.


Non esiste velocità del risultato, non esiste rapidità del trattamento, non esiste affidarsi ai trattamenti per “curarsi” senza essere disposti a ripercorrersi e riviversi in ogni aspetto del sé, più o meno nascosto.


Guarigione nella tradizione Taoista è lo stato di Grazia di colui che, con fiducia, passione, gratitudine e speranza nella perfezione della vita (anche e soprattutto quando essa non venga compresa e sembri iniqua) comprende di essere vivo per un preciso motivo e che le malattie sono tappe di questo viaggio non completate. Si comprende che la Vita non ha interesse alcuno a fare "i dispetti", ma offre le prove che, per natura, mettono in crisi il sistema di credenze.


Il progresso deriva da queste “crisi della concezione”, così come nei 5 Elementi esiste il Ciclo di Controllo che tutto è tranne che inibizione: controllo è indirizzare con precisi paletti, è supervisione e sovrintendenza al flusso dell’essere e questo ruolo è svolto dagli accadimenti della vita.


Le malattie nascono nel rifiuto della direzione proposta al flusso del fiume dell’esistenza che lotta contro gli argini o cerca di invertire la direzione.


Guarigione, concludendo, nella concezione Medica Cinese di scuola Taoista è l’accettazione senza riserve del proprio Destino sulla base del potenziale offerto alla nascita dalla propria Natura Essenziale che si nutre del vissuto quotidiano. Accettate queste condizioni, si completa ciò che è stato lasciato a metà e si riprende il Viaggio alleggeriti e rigenerati.


Tutto ciò vale all’unisono per corpo, energia, emozioni e spirito, tanto per questioni ereditarie, quanto per quelle acquisite.